ANCHE IL RETTORE DELL’UMG SI ACCODA ALL’INDEGNA RISPOSTA DEL RETTORE UNICAL

📰 Apprendiamo dalla stampa le dichiarazioni del rettore dell’università Magna Grecia di Catanzaro dott. De Sarro e, come per quelle del rettore UNICAL, riscontriamo una volontà neanche troppo celata di mettere le mani avanti, non sapendolo neanche fare bene.⚠ È gravissimo il tentativo di colpevolizzazione che si tenta di fare a danno delle vittime, ammonendole di non aver denunciato: ma a chi, e in base a cosa?➡ Il centro di ascolto citato dal rettore non è un organo adeguato, e dichiarare che un centro, il cui unico ruolo è fornire supporto psicologico a tutta la comunità studentesca a prescindere dalle molestie, può essere un organo risolutivo della questione, è quantomeno ipocrita, soprattutto se in esso vi siedono persone interne all’università e con rapporti interni alla stessa, verso le quali le studentesse possono provare prevedibilmente vergogna o comunque soggezione, timore, disagio.➡ E soprattutto in base a cosa, se in ateneo la questione è talmente ignorata e taciuta che non esiste un regolamento contro le molestie – cosa di cui dovrebbe occuparsi il CUG, come esiste invece all’Unical (nonostante funzioni evidentemente ben poco).➡ La stessa figura della consigliera nazionale di parità rimane tutt’ora ambigua, posta la sua funzione da pubblico ufficiale che, in caso di molestia (anche senza diretta segnalazione della studentessa), dovrebbe attenzionare quanto succede nella propria università, denunciando in prima persona – se con consenso – alle autorità competenti, tutelando la privacy della studentessa. ⚠ La gravità dell’assenza di tali organi è sottolineata ancor di più dalle stesse dichiarazioni del centro ascolto, «Si vociferava già da un po’ di qualche professore che aveva comportamenti poco consoni con le studentesse»: e allora se la cosa era nota perché non si è provveduto ad istituire apposite precauzioni e capillare informazione nell’ateneo, perché i garanti non hanno agito in tutela dei diritti delle e degli studenti?‼ Ve lo diciamo noi: perché della violenza di genere, nelle università, non frega niente a nessuno!❌ Inoltre le poche e repentine dichiarazioni rilasciate risultano colme di inesattezze, e sono lo specchio di quanta poca preparazione ci sia all’interno degli organi di potere dell’ateneo sulle questioni di genere e sulle molestie: sostenere che il centro di ascolto, dopo denunce anonime, può rivolgersi alle autorità giudiziarie è falso, ed è altamente lesivo della volontà delle vittime; chiunque abbia un minimo di esperienza nella gestione di molestie e violenze, infatti, sa bene che la denuncia non può assolutamente prescindere dalla volontà dell’interessata, altrimenti essa lederebbe solo la persona: non è giusto prendere decisioni arbitrarie sulla vita altrui senza conoscerne i dettagli, come la rete sociale, o l’appoggio economico di cui una persona può godere o non godere, immergendola così in un trambusto emotivo, sociale o persino mediatico non richiesto.❌ In merito a ciò, ci lascia perplesse e ci infastidisce enormemente la superficialità e la poca competenza con cui il Senato Accademico, principale organo universitario, tenta di occuparsi di questi casi, arrogandosi il diritto di denunciare alle autorità giudiziarie queste molestie senza in alcun modo aver richiesto e ottenuto il consenso dalle vittime: ebbene, stando ai principali testi di riferimento sulla questione, è un’ulteriore violenza denunciare senza la volontà delle vittime, per cui siamo di fronte all’ennesimo, insopportabile abuso che le studentesse sono costrette a subire da tutta l’Università Magna Graecia, sedicente istituzione di sapienza, che non distingue neanche una questione strutturale e culturale da un caso episodico da poter trattare con leggerezza e superficialità, per “risolverlo” nel modo più semplice e sbrigativo possibile, e lavarsi facilmente la coscienza sporca.🤦‍♀️ A tal proposito, qualora dovesse essere introdotto un processo penale nei confronti del docente, il Rettore e tutti gli organi – che avrebbero dovuto vigilare sui docenti e prevenire tutte queste molestie – si costituiranno parte civile, dimostrando ancora una volta l’ipocrisia che finora li ha contraddistinti, facendoli tacere davanti le molestie che si consumavano sotto i loro occhi.In sintesi, il dott. Leone e il dott. De Sarro sono saliti sopra lo stesso carrozzone, quello della colpevole scusa, in degna compagnia di tutti gli organi universitari quali CUG, consigliera di parità, direttori dei dipartimenti, garanti, ma anche associazioni studentesche.💣 TENTATE DI LAVARVI LA COSCIENZA FACENDOCI UN’ULTERIORE VIOLENZA, MA NOI NON ABBIAMO PIU’ PAURA!

Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "www.lanuovacalabr di CLAUDIA FISCILETTI "Si vociferava già da un pò di qualche professore che aveva comportamenti poco consoni con le studentesse, ma non è arrivata alcuna segnalazione" ',la professoressa Rosa Daniela Grembiale del Centro Ascolto Donne dell'Umg, commenta così la notizia di ieri riguardo le studentesse universitarie dell Un e dell' Jmg che, in risposta alla domanda posta da Fem.in cosentine in lotta "Pensi che l'università sia uno spazio sicuro?", hanno fatto presenti una serie di molestie sessuali che si sono svolte negli atenei. COMUNICAZIONE Riservatezza"
Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "www.lanuovacalabr di CLAUDIA FISCILETTI "Si vociferava già da un pò di qualche professore che aveva comportamenti poco consoni con le studentesse, ma non è arrivata alcuna segnalazione" ',la professoressa Rosa Daniela Grembiale del Centro Ascolto Donne dell'Umg, commenta così la notizia di ieri riguardo le studentesse universitarie dell Un e dell' Jmg che, in risposta alla domanda posta da Fem.in cosentine in lotta "Pensi che l'università sia uno spazio sicuro?", hanno fatto presenti una serie di molestie sessuali che si sono svolte negli atenei. COMUNICAZIONE Riservatezza"

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