CARA, SEI RAZZISTA


Se è vero che il coronavirus è un dramma, noi ne riscontriamo uno più grande e nefasto: la caccia all’untore, ancora meglio se straniero.

Non è ammissibile che in una città come la nostra, sulla base di voci di corridoio riguardo circa una decina di persone senegalesi positive al virus, si possa criminalizzare e mettere al patibolo un’intera comunità e generalizzare quest’odio a tutte le persone straniere. Nessun aspirante Salvini in salsa bruzia, appellandosi alla necessità d’informare per tutelare i cittadini, può pensare di poter diffondere odio, produrre video, mostrare volti, diffondere indirizzi dei migranti, e restare impunito/a.
Cosenza è una città con una fortissima comunità africana, che ha contribuito alla sua crescita e alla sua cultura, non permetteremo che la vostra squallida propaganda annulli i processi virtuosi di inclusione e integrazione.

Se pensate che la paura del virus possa legittimare violazioni della privacy, abusi e comizi razzisti troverete noi, sempre pronti/e a difendere i diritti di chi già è sfruttato, vive condizioni di precarietà e sicuramente non ha bisogno anche di essere criminalizzato sulla base di un evento casuale, che ha colpito anche tanti/e calabresi/e, che però non sono stati ghettizzati/e o ingiuriati/e, perché l’abbiamo capito bene, qui la notizia non la fa la malattia ma il colore della pelle.
Perché nessuno sognerebbe mai di “rastrellare” cittadini italiani senza alcun sintomo e sottoporli obbligatoriamente a tampone, mentre invece è quello che viene richiesto a gran voce per ogni singolo africano che lavora, che fa l’elemosina, che passeggia, che vive in questa città.

Il problema, in questa città e in questa regione, non sono i migranti, bensì la politica che ha ucciso la sanità pubblica e ha banchettato sulle sue ceneri. Le nostre strutture sanitarie non sono attrezzate a gestire l’emergenza, siano gli infetti bianchi o neri.

Non permetteremo che la discussione sulle contraddizioni sociali, politiche, economiche e sanitarie – che l’emergenza ha reso ancora più evidenti – venga schiacciata per incapacità, faziosità e boria su un discorso razzista.

I/le paladini/e di questa finta battaglia per la tutela della salute pubblica abbiano invece il coraggio di scagliarsi contro i signori della sanità, contro i vari Gentile, Morrone, Greco e lascino in pace i/le poveracci/e come noi, che tutti i giorni già vivono il dramma della povertà e che ad oggi devono vivere anche quello della malattia.

E se hanno paura di farlo, abbiano almeno la decenza di tacere.

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