CORONA VIRUS E VIOLENZA DI GENERE

Viviamo in un sistema che ci uccide, violenta e imprigiona ogni giorno: non ci basta compiangere le vittime di violenza sanitaria o domestica, non vogliamo più subire violenze sui posti di lavoro, per strada o sui social media, e non vogliamo fermarci e tacere neanche in piena pandemia!

Che effetto ha la pandemia sulle donne e sulle soggettività non binarie?
In questo scenario quasi apocalittico, con il sistema dei profitti e del lavoro completamente bloccati, senza quasi alcun sussidio statale (ricordando che si lavora spesso in nero per mancanza di alternative) – in questo momento estremamente difficile, aumentano per le donne i lavori domestici e di cura nelle proprie abitazioni, ovviamente senza alcun tipo di retribuzione; le donne sono inoltre le più esposte al virus, poiché rappresentano il 70% del personale nel settore sanitario e sociale nel mondo, con un divario retributivo medio di genere del 28% (che potrebbe andare a peggiorare) e il rischio di sindrome di burnout (letteralmente ‘bruciato’, ‘esaurito’: è la sindrome da stress cronico associato al contesto lavorativo): questa condizione frustrante ha già portato, in Italia, al suicidio di due infermiere in meno di una settimana.

Inoltre, dobbiamo considerare che in Italia già non è facile accedere a qualsiasi servizio sanitario pubblico o privato in situazioni normali (liste d’attesa, costi delle visite…), figurarsi nel bel mezzo di un’emergenza sanitaria. Questa situazione tende a peggiorare quando si parla di prestazioni sanitarie legate a donne o a persone non binarie, per le quali aumenta la violenza sanitaria che sono costrette a subire quotidianamente: parliamo di assenza di prevenzione sulle malattie di genere e sessualmente trasmissibili, smantellamento di punti parto e punti IVG a livello nazionale, divieto di spostamento per visite mediche “non urgenti” e la cancellazione o sopensione di tutti gli interventi di transizione e le visite ambulatoriali per le persone trans*, ma anche gruppi di ascolto e mutuo aiuto e tutti i procedimenti legali bloccati.

Ultimo aspetto, non meno importante, la violenza domestica. L’obbligo di rimanere a casa per isolare i contagiati e contenere le trasmissioni mette fortemente a rischio le vittime di abusi domestici (e ricordiamo che, nel 2019, l’81,2 % dei femminicidi è avvenuto all’interno della propria famiglia). Si è accertato che in tempi di incertezza economica e di instabilità sociale, l’abuso domestico aumenta: è già accaduto in Cina, dove con la quarantena i casi di violenza domestica sono più che raddoppiati, secondo i dati forniti dalle ONG cinesi specializzate sulla questione.

Va anche considerato che in questa situazione è molto più difficile chiedere aiuto esterno; le donne vittime di abusi, trovandosi in prossimità del proprio aggressore, tendono ad evitare o rinviare la denuncia: “Le chiamate sono calate dall’inizio dell’emergenza e la preoccupazione è che si creino situazioni abnormi, perché in questo momento molte donne pensano che è meglio sopportare e non far esplodere partner violenti.” denunciano dal centro antiviolenza “Roberta Lanzino”, dove nel 2019 sono state accolte 110 donne.

Noi ci rivolgiamo a queste persone, a tutte: non siete sole!
La nostra lotta e la nostra determinazione sono immuni da ogni contagio, la solidarietà e la sorellanza sono la nostra medicina!

Rispetto a tutto ciò sul nostro territorio abbiamo individuato alcuni tipi di assistenza per far fronte a queste emergenze. Ecco i numeri da chiamare (magari mentre si va a fare la spesa, a portare fuori il cane, a comprare medicinali in farmacia) e altri contatti utili:

– CENTRO ANTIVIOLENZA “ROBERTA LANZINO” COSENZA: 3298981723 attivo 24\24H: è possibile telefonare o contattarle tramite facebook o instagram ( Centro Antiviolenza “Roberta Lanzino” – Cosenza). Sono attivi anche servizi di ascolto psicologico e legale.

– Puoi chiamare anche il numero nazionale: 1522 HELP LINE VIOLENZA E STALKING (disponibile in più lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo e arabo) o andare sul sito: 1522.eu dove hai la possibilità di chattare con un’operatrice.

– OSTETRICA: 340 300 5145 Silvia Puntillo si mette a diposizione ogni lunedì, mercoledì e giovedì dalle 10:00 alle 12:00 per darvi indicazioni ostetriche (prevenzione e malattie sessualmente trasmissibili, gravidanza, allattamento e possibilità di accordarsi per un corso preparto telematico).

– Interruzione Volontaria di Gravidanza: 3381712156 Francesca disponibile per informazioni, segnalazioni, consigli e supporto o puoi contattarci tramite le pagine facebook e instagram di Fem.in cosentine in lotta.

– PRIMO SOCCORSO PSICOLOGICO per COVID-19 dedicato a persone Trans* e Gender Variant: Sat-Pink Verona e Padova mette a disposizione la mail: equipe.psicologica@satpink.it con oggetto “Pronto soccorso psy ” per richiedere un appuntamento. Nel testo è richiesto di indicare nome, cognome, anno di nascita e città. Sarà possibile effettuare un colloquio psicoclinico online di consultazione, orientamento e supporto gratuito incentrato sulle conseguenze della situazione emergenziale che stiamo attraversando.

CORONA VIRUS E VIOLENZA DI GENEREViviamo in un sistema che ci uccide, violenta e imprigiona ogni giorno: non ci basta…

Pubblicato da FEM.IN. Cosentine in lotta su Martedì 31 marzo 2020

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