HAI IL CANCRO? IN CALABRIA SONO SOLO FATTI TUOI

L’inchiesta Farmabusiness che ha portato a una misura cautelare nei confronti del fascistissimo ex Presidente del Consiglio Regionale Domenico Tallini, coinvolto in collusione con esponenti della ‘ndrangheta in una milionaria speculazione a danno dei malati oncologici e della sanità calabrese, il quale si è dimesso per poi rientrare dalla finestra alla cittadella regionale come consigliere, con tanto di grande e vergognoso plauso del Consiglio, è solo la punta di un iceberg che da anni attanaglia e costringe i malati oncologici ad emigrare fuori regione e/o a rinunciare a curarsi. 🦠 Da quando l’ondata pandemica ci ha travolti, in Calabria si è scoperchiato il vaso di Pandora della speculazione sulla sanità, ma ad oggi la Regione e il Governo continuano ad annaspare e non hanno fatto concrete modifiche strutturali per migliorare i servizi e per fronteggiare meglio la pandemia.Da quando esiste il Covid, che tu sia malatə oncologicə, soggetto patologico cronico etc, non importa a nessuno!A testimoniarlo sono diversi episodi di indubbia gravità: ➡ Sono giorni che il cup non prenota analisi e visite ambulatoriali a causa di “mancanza di linea”, ostacolando la salute di tuttə, ma specie quei check-up fondamentali che un/a malatə oncologicə deve fare ogni tot. La dice lunga il fatto che a gestire la linea ospedaliera sia una ditta campana e non una del posto; così, per non rischiare di avere capacità di problem solving! ➡ Apprendiamo da una nostra concittadina che oltre a comunicazioni lacunose e per niente tempestive, spesso gli ospedali della provincia bloccano l’accesso alle terapie (di vitale importanza) perché si pretende illegittimamente che ogni 15 giorni un/a malata oncologica, già in difficoltà per il delicato percorso in essere, debba premurarsi di effettuare un tampone privatamente, a danno sia della sua tranquillità che della sua situazione economica. Il tampone dovrebbe effettuarlo gratuitamente l’ospedale perchè propedeutico alle cure; pretendere che il paziente spenda più di 100€ al mese, in un periodo di grave crisi come questo, è uno sputo in faccia alla miseria. ➡ Mesi fa, la signora F. F. lo disse nero su bianco: “per un malato oncologico in Calabria la vita è in realtà una via crucis”. Infatti, costretta a recarsi a Roma per operarsi d’urgenza di tumore alla mammella, la signora F. ha visto vani i suoi appelli all’allora commissario ad acta, il quale con Decreto apposito non rinnovò la deroga per le cliniche convenzionate che da anni, rispetto le lunghe liste d’attesa dell’AO, svolgono il ruolo di effettive Breast Unit circa le patologie senologiche. Con i propri risparmi e poca speranza la signora F. si è recata a Roma per potersi salvare, il tutto dopo aver ricevuto un caloroso “in bocca a lupo” da parte dell’inerme Regione Calabria, nella persona di Eva Catizone, completamente indifferente a tali misfatti. ➡ Con la sospensione delle attività ambulatoriali, tra Ottobre e Novembre, il Presidente f.f. Spirlì ha sferrato ulteriore colpo nei confronti dei/delle malatə oncologicə e/o cronicə; prevedendo l’accesso alle cure solo per le urgenze, ma in un sistema al collasso e con molte urgenze sono state valutate come visite ordinarie troppe situazioni delicate. Come afferma una calabrese residente sulla costa tirrenica che tanto per ordinaria necessità quanto per cure oncologiche ed esami diagnostici si vede rimbalzare tra l’ospedale di Paola (che non ha un vero reparto oncologico, ma un semplice distaccamento), l’AO di Cosenza, della quale abbiamo visto il piano organizzativo, e varie strutture – anche private – poiché spesso la strumentazione del nostro SSR è rotta o inesistente. ❗E pensare che dal 2015 è stata approvata la rete oncologica hub e spoke ad integrazione territoriale, un bel documento pieno di parole e vuoto di fatti, da rileggere di tanto in tanto per assaporare a pieno il paradosso che vive chi avrebbe il sacrosanto diritto di combattere una battaglia per volta e invece si ritrova smarritə in spazi ostili. 🏨 Gli ospedali, gli ambulatori e i presidi sanitari diventano troppo spesso spazi in cui la psiche, probabilmente già provata, dei/delle pazienti viene ulteriormente violentata, ammesso che a questi spazi si riesca ad accedere.⚠Gli spazi di cura non sono sicuri e non sono accessibili; di questo hanno responsabilità persone con facce, nomi e cognomi che dovrebbero rappresentare le istituzioni. ❌ Persone colpevoli, chiaramente, di numerosi omicidi volontari. 💣 QUESTI ASSASSINI NON RESTERANNO IMPUNITI, SIAMO PRONTƏ A SOTTRARGLI OGNI SPAZIO!#FACCIAMOSPAZIO

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 2 persone, persone in piedi, cibo e il seguente testo "SANITA PUBB ICA PE LA CAL BRIA"

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