L’OTTO MARZO CI FESTEGGIATE …TUTTI I GIORNI CI UCCIDETE! ORA IN PIAZZA XXI SETTEMBRE

IN SUPPORTO AI/ALLE COMPAGNX IN OCCUPAZIONE DELL’USCA DI SERRA SPIGA!

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📢 Siamo in presidio anche in città, a piazza XI Settembre, mentre continua l’occupazione dell’USCA di Serra Spiga, per ribadire che la violenza perpetrata nei confronti delle donne e delle soggettività non binarie è sitemica, e avviene nei presidi sanitari tanto quanto le mura domestiche, le strade e tutti gli altri luoghi che quotidianamente attraversiamo! ⏳ L’otto marzo è una ricorrenza che scocca ogni anno, rintocca puntuale come la festa di compleanno, i regali a Natale o le uova di cioccolata a Pasqua. 🔄 Per l’occasione, le città si tingono di rosa, si anima la parata di passerelle politiche e istituzionali, le persone scrivono banali post su Facebook, regalano mimose, le ragazze si organizzano per trascorrere la serata fra donne. 😞 La triste realtà, camuffata tra le copertine di un’ipocrisia patinata, è però un’altra: tutti i giorni la società in cui viviamo ci uccide. Quante volte abbiamo subito ingiustizie e molestie? Quante ci siamo sentitə giudicatə, inadattə o fuori luogo? Quanto spesso ci è stato negato l’accesso alle cure, ad un lavoro dignitoso o all’istruzione? In quante occasioni non ci siamo sentitə, semplicemente, liberə? E, ammantati della retorica per cui l’otto marzo si è tutti più buoni, come a Natale, i nostri carnefici strumentalizzano la giornata per lavarsi la coscienza, la società stessa si maschera di una finta e ingannevole sensibilità alla questione di genere, mentre tutti i giorni commette e si rende portavoce di crimini violenti. ⚠ Quotidianamente, veniamo vessate, torturate, ignorate, giudicate, non credute, ricattate, uccise, solo in quanto donne, soggettività non binarie o, semplicemente, persone che non rientrano nello stereotipo di (presunta) “normalità”, in base a fattori etnici, culturali ed economici. ❓ Quante volte i nostri aguzzini sono rimasti impuniti e, per di più, giustificati nei loro tossici e morbosi atteggiamenti di possesso nei confronti della vittima? ❓ Quante volte chi ha subito molestia sessuale e stupro è stato accusato di atteggiamenti provocanti per l’intimo indossato, o per un bicchiere di troppo? ⚠ In particolare, l’anno appena trascorso, se si volge lo sguardo al recente passato, è stato terribile. Durante la pandemia e i conseguenti periodi di lockdown, la violenza di genere si è incrementata in modo esponenziale: donne e soggettività non binarie hanno perso il lavoro, spesso sono state costrette a convivere con partner violenti, persino gli spazi virtuali – attraversati ancor di più di prima, in questo contesto – sono diventati palcoscenici dove poter vomitare contenuti razzisti, sessisti e xenofobi. Negli stessi, poi, avviene anche il fenomeno del revenge porn. ❌ Viviamo perennemente sotto il ricatto fisico e psicologico di una società che ci vuole rinchiusə nel ruolo di schiavə silenti, una società che ci somministra la dose quotidiana di veleno patriarcale e maschilista, per sopravvivere, da cui è difficile avere scampo.Ecco perché sentiamo urgente il bisogno viscerale di agire, di rompere le catene che ogni giorno ci stringono e tengono in trappola nei luoghi che attraversiamo, da quelli sanitari, a quelli istituzionali, lavorativi, domestici, sociali e di svago. Ecco perché l’otto marzo, per noi, non è né una festa né una ricorrenza, ma un’occasione per gridare, a voce ancora più alta, che solo l’autorganizzazione, la solidarietà e la lotta sono le uniche pratiche che possono fare la differenza. Oggi, non possiamo più lasciare spazio proprio a chi mortifica tutti i giorni la nostra dignità. 💣 Uniamoci nelle piazze, nei posti di lavoro, nei presidi sanitari, nei tribunali ed in qualunque altro luogo dove non possiamo sentirci ed essere liberə: basta violenza, vogliamo e costruiamo spazi sicuri!

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