SORELLA NON SEI SOLA

In un momento così critico per tutto il territorio nazionale, nel pieno di un’emergenza pandemica, le imposizioni del governo sono quelle di rimanere nella propria abitazione e limitare il più possibile le uscite e gli incontri con altre persone.
Però, tra l’hashtag #andràtuttobene, i flashmob dai balconi e le prelibate pietanze postate sui social, per qualcuna ‘’casa’’ non è sinonimo di ‘’protezione’’. Stanno aumentando le violenze domestiche, fisiche, psicologiche ed economiche. Molte donne si sono ritrovate costrette a rimanere nelle mura domestiche, nelle mura di una prigione con i loro ‘’boia’’. La tutela della salute pubblica è diventata una condanna.
E allora, sempre, ma in questo momento ancora di più, il messaggio che vogliamo fare arrivare a tutte le persone costrette a vivere ciò che ha vissuto Maria, ma come altre centinaia e centinaia di donne ogni giorno e in tutto il mondo, è quello di denunciare, di rivolgervi ai centri antiviolenza, ai numeri verdi, alle chat antistalking, a tutti quei servizi e quei mezzi che mettono a disposizione centri e associazioni.
Ma più di ogni altra cosa, vogliamo dirvi che non siete sole, nessuna sarà sola finché esisteranno su questa terra i collettivi femministi, l’otto marzo tutti i giorni, le unità di protezione della donna e via dicendo.
L’autodeterminazione, la sorellanza, la denuncia sono la lotta al patriarcato e se noi non lottiamo, nessuno lo farà al nostro posto.

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