VERSO L’8 MARZO 2019 – comunicato

8 Marzo in piazza XI Settembre

A Cosenza, la maggior parte delle donne che rimangono incinta subiscono il licenziamento, o i loro
contratti non vengono rinnovati; tante altre, spesso sotto ricatto, si vedono costrette a sopportare
molestie e avances da parte dei colleghi e dei datori di lavoro. Non c’è donna, in questa città, alla
quale non sia capitato di sentirsi rivolti viscidi sguardi, fischi e appellativi offensivi mentre
camminava per strada, quante sono state palpeggiate viaggiando sui mezzi pubblici? Molte di noi
vengono minacciate, picchiate, violentate e a volte uccise tra le mura di casa. La violenza di genere
ha tante forme, anche quella istituzionale. Il Ddl Pillon, per esempio, rappresenta un grave attacco a
quelle donne che cercano di scappare dalla violenza domestica, utilizzando contro di loro il ricatto
dell’affido dei minori al genitore violento. La violenza istituzionale si abbatte contro le donne
migranti contro le quali il governo legittima provvedimenti razzisti. Ogni giorno, negli ospedali e
nei consultori subiamo i disservizi e le negligenze del personale medico e delle direzioni sanitarie,
che di fatto limitano le nostre scelte e ci impediscono di esercitare i nostri diritti. A Cosenza, per
esempio, interrompere volontariamente una gravidanza è un percorso ad ostacoli, reso impervio
dalla quasi totalità dei dottori e delle dottoresse che si dichiarano obiettori e obiettrici di coscienza a
scapito della nostra libertà di scelta sui nostri corpi e sulle nostre vite. I progetti regionali sulla
salute della donna prevedono la diffusione di iniziative pro vita in tutte le province calabresi, invece
di impegnarsi a garantire i diritti delle cittadine, sistematicamente violati attraverso servizi offerti
parzialmente o non presenti affatto.
E’ tempo che in questa città le donne e le soggettività non binarie rivendichino i loro diritti e la loro
libertà di autodeterminarsi. Vediamo l’urgente necessità di rendere manifesti gli stereotipi e i ruoli
di genere nei quali la società patriarcale ci incatena, per liberare questa città dalle violenze fisiche,
psicologiche e istituzionali che ogni cittadina subisce, anche se con modalità e in misura diverse.
Crediamo in questa lotta, che vuole essere collettiva, intersezionale e pubblica attraverso la
condivisione delle esperienze individuali, del riconoscimento unanime e reciproco delle diverse
forme di disuguaglianza e discriminazione. Una lotta che deve dotarsi di armi, quali la denuncia
degli abusi e dei disservizi e la solidarietà fattiva alle vittime di ogni violenza.

L’8 Marzo scendiamo in piazza per rifiutare a voce alta ogni forma di violenza di genere e per ribadire ancora una volta che sui nostri corpi decidiamo noi.
Ci troviamo a piazza XI Settembre alle ore 16.

L'immagine può contenere: il seguente testo "APILLOLAABORTIVA RU486 VIENE AUTORIZZATA IN ITALIA NEL 2009 A NEL DONNE VIENE NEGATA QUESTA POSSIBLITA L'INTERRUZIONE VOLONTARIA GRAVIDANZA UN COSENZA VIENE CON FATICA L'INTRODUZIONE DELL'ABORTO FARMACOLOGICO ELL'OSPEDALE IVG CHIRURGICO IVG FARMACOLOGICO Per intervento SSN spesa e di di spende 1200 circa Incidenti anestesiologici, perforazione dannegiamento praticamente prevede dilatazione forzata, preliminari infezioni somministrazione dei apparato potenziali farmaci abortivi problemi futura gravidanza Necessita ricovero day Puo essere somministrata a puo essere livello ambulatoriale, nella IVG dell'A.O. sede Cosenza non prevede l'utilizzo operatoria, personale chirurgia SuI NOSTRI CORPI DECIDIAMO NOI! FB:FEMIN-Cosentine-in-lotta118 662003/"

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